IL PROBLEMA AMIANTO

 

1.      Generalità

In greco la parola Amianto significa immacolato e incorruttibile e Asbesto, che di fatto è equiparato ad amianto, significa perpetuo e inestinguibile.

L'amianto, chiamato perciò anche indifferentemente asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

E' presente in natura in diverse parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi 6 composti distinti in due grandi gruppi: anfiboli e serpentino, e precisamente:

gli ANFIBOLI (silicati di calcio e magnesio), i quali comprendono:

 

la Crocidolite (amianto blu - Na2(Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 - dal greco: fiocco di lana - Varietà fibrosa del minerale riebeckite - n. CAS 12001-78-4);

l'Amosite (amianto bruno - (Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 - Acronimo di "Asbestos Mines Of South Africa" - Nome commerciale dei minerali grunerite e cummingtonite - n. CAS 12172-73-5);

l'Antofillite ((Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 - dal greco: garofano - n. CAS 77536-67-5);

l'Actinolite ( Ca2(Mg,Fe)5Si8O22(OH)2 - dal greco: pietra raggiata - n. CAS 77536-66-4);

la Tremolite (Ca2Mg5Si8O22(OH)2 - dal nome della Val Tremola in Svizzera - n. CAS 77536-68-6).

il SERPENTINO (silicati di magnesio), il quale comprende:

il Crisotilo (amianto bianco - Mg3Si2O5(OH)4  - dal greco: fibra d'oro - n. CAS 12001-29-5).

 

I più grandi produttori mondiali sono stati: Canada (Crocidolite), Africa del Sud (Crocidolite, Crisotilo ed Amosite), Russia (Crisotilo), Stati Uniti (Crisotilo), Finlandia (Antofillite) e l'Italia principalmente con la cava di Balangero (Crisotilo) in provincia di Torino. La Tremolite e l'Actinolite commercialmente erano meno importanti.

Le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili. Infatti se in un centimetro lineare è possibile disporre affiancati 250 capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1.300 fibre di nylon è anche possibile disporre ben 335.000 fibre di amianto.

La struttura fibrosa conferisce all'amianto sia una notevole resistenza meccanica sia un'alta flessibilità.

L'amianto resiste al fuoco e al calore, all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura (termica e meccanica).

E' facilmente filabile e può essere tessuto.

E' dotato inoltre di proprietà fonoassorbenti oltrechè termoisolanti.

Si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC).

Perciò l'amianto è un minerale praticamente indistruttibile, non infiammabile, molto resistente all'attacco degli acidi, flessibile, resistente alla trazione, dotato di buone capacità assorbenti, facilmente friabile.

 

2.      Impieghi dell'amianto

Le caratteristiche proprie del materiale e il costo contenuto ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale. Generalmente è stato utilizzato insieme con altri materiali in diverse percentuali, al fine di sfruttare al meglio le sue caratteristiche.

Pertanto per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo.

In tali prodotti, manufatti e applicazioni, le fibre possono essere libere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto in matrice friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinil-amianto): si parla in questo caso di amianto in matrice compatta.

Se, come visto, la consistenza fibrosa dell'amianto è alla base delle sue ottime proprietà tecnologiche, essa conferisce al materiale anche, purtroppo, delle proprietà di rischio essendo essa stessa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell'apparato respiratorio.

La pericolosità consiste, infatti, nella capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili e inoltre nella estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere.

Non sempre l'amianto, però, è pericoloso. Lo è certamente quando si trova nelle condizioni di disperdere le sue fibre nell'ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilavamento di acqua piovana.

Per questa ragione l'amianto in matrice friabile, il quale  può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale, è considerato più pericoloso dell'amianto in matrice compatta che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre.

Per le sue ottime qualità ed anche per l’economicità l'amianto è stato usato nell'industria, in edilizia, in ambito domestico e nei mezzi di trasporto.

A questo punto sembra opportuno passare in rassegna alcuni prodotti contenenti amianto, quali:

 

-         corde, nastri e guaine per la coibentazione di tubazioni, di cavi elettrici vicini a sorgenti di calore intenso come forni, caldaie, ecc.;

-         tessuti per il confezionamento di tute protettive antifuoco, coperte spegnifiamma e tende per il contenimento del calore dei forni a tunnel;

-         carta e cartoni utilizzati come barriere antifiamma, come guarnizioni per forni o caldaie, come rivestimento di piani d'appoggio per pezzi caldi. I cartoni inoltre sono stati impiegati all'interno di porte tagliafuoco e all'interno delle pareti e delle porte delle casseforti;

-         pannelli di fibre grezze compresse impiegati per la coibentazione di tubazioni che trasportano vapore ad alta temperatura;

-         filtri costruiti con carta di amianto, o semplicemente con polvere compressa, utilizzati nell'industria chimica ed alimentare;

-         inoltre, dall’impasto con altri materiali si ottenevano:

-         amianto a spruzzo, utilizzato:

-         come isolante termico nei cicli industriali con alte temperature (es. centrali termiche e termoelettriche, industria chimica, siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare, distillerie, zuccherifici, fonderie);

-         come isolante termico nei cicli industriali con basse temperature (es. impianti frigoriferi, impianti di condizionamento);

-         come isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. E' stato impiegato, inoltre, nel settore dei trasporti per la coibentazione di carrozze ferroviarie, di navi, di autobus, ecc.;

-         materiali di attrito:  impasto di resine sintetiche e amianto utilizzato per realizzare i ferodi, usati per fabbricare freni e frizioni degli autoveicoli;

-         vinil-amianto: impasto di resine sintetiche e amianto, utilizzato per confezionare mattonelle per pavimenti;

-         cemento-amianto: impasto di cemento con amianto, noto come Eternit, largamente utilizzato in edilizia, sotto forma di:

 

lastre piane o ondulate: le lastre ondulate sono state impiegate per coperture di edifici civili e industriali e quelle piane come pareti divisorie non portanti. A volte al momento della fabbricazione potevano essere unite a elementi quali schiume poliuretaniche, polistirolo espanso o lana di vetro. E questa l’unione di questi materiali serviva ad amplificare le proprietà termoisolanti e fonoisolanti;

tubi: usate per per acquedotti e fognature per via della resistenza ad alte pressioni e all'attacco corrosivo di agenti chimici;

tegole: l’amianto è stato utilizzato in miscele di calcestruzzo per conferire alle tegole leggerezza e resistenza;

canne fumarie: sono state utilizzate largamente per la buona resistenza termica;

serbatoi: erano impiegati per le caratteristiche di leggerezza, impermeabilità e durata nel tempo, per contenere acqua e altri liquidi;

intonaci: l’amianto in polvere, mescolato con leganti particolari, è stato usato per intonaci e stucchi. Veniva applicato sia come la malta tradizionale sia a spruzzo, come ad esempio per il rivestimento di strutture portanti quali solai e pilastri. Le strutture metalliche portanti  di edifici (travi e colonne) sono state rivestite con amianto spruzzato affinchè conservassero la loro robustezza in caso di incendi.

 

L'amianto è stato utilizzato anche nella produzione di vari oggetti di comune uso domestico: in alcuni elettrodomestici, all'interno di forni, stufe, in alcuni utensili, in prese e guanti da forno, in teli da stiro, ecc.. Con il tempo questi oggetti si deteriorano e possono disperdere fibre nell'ambiente.

In passato l’amianto è stato impiegato anche in: adesivi e collanti, tessuti ignifughi per arredamento (tendaggi, tappezzerie), tessuti per imballaggio (sacchi per la posta), ecc..

Viene qui di seguito riportata la Tabella: Principali tipi di materiali contenenti amianto e loro approssimativo potenziale di rilascio delle fibre,  inclusa nel Decreto del Ministero della Sanità, 6 settembre 1994: “Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto”.

 

Tipo di materiale

Note

Friabilità

Ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti

Fino all'85% circa di amianto. Spesso Anfiboli (amosite, crocidolite), prevalentemente Amosite spruzzata su strutture portanti di acciaio o su altre superfici come isolanti termo-acustici

Elevata

Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie

Per rivestimenti di tubazioni tutti i tipi di amianto, talvolta in miscela al 6-10% con silicati di calcio. In tele, feltri, imbottiture in genere al 100%

Elevato potenziale di rilascio di fibre se i rivestimenti non sono ricoperti con strato sigillante uniforme e intatto

Funi, corde e tessuti

In passato sono stati usati tutti i tipi di amianto. In seguito solo Crisotilo al 100%

Possibilità di rilascio di fibre quando grandi quantità di materiali vengono immagazzinati

Cartoni, carte e prodotti affini

Generalmente solo Crisotilo al 100%

Sciolti e maneggiati, carte e cartoni, non avendo una struttura molto compatta, sono soggetti a facili abrasioni ed a usure

Prodotti in amianto-cemento

Attualmente il 10-15% di amianto in genere Crisotilo. Crocidolite e Amosite si ritrovano in alcuni tipi di tubi e di lastre

Possono rilasciare fibre se abrasi, segati, perforati o spazzolati, oppure se deteriorati

Prodotti bituminosi, mattonelle di vinile con intercapedini di carta di amianto, mattonelle e pavimenti vinilici, PVC e plastiche rinforzate ricoprimenti e vernici, mastici,sigillanti, stucchi adesivi contenenti amianto

Dallo 0,5 al 2% per mastici, sigillanti, adesivi, al 10-25% per pavimenti e mattonelle vinilici

Improbabile rilascio di fibre durante l'uso normale. Possibilità di rilascio di fibre se tagliati, abrasi o perforati

     

3.            Patologie legate all'amianto

Come detto, l'amianto è nocivo per la salute dell'uomo per la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. E l'esposizione a tali fibre è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio.

I più pericolosi sono i materiali friabili i quali si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione.

L’amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se segato, abraso o deteriorato).

L'esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).

Esse si manifestano dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma.

L'asbestosi è una grave malattia respiratoria che per prima è stata correlata all'inalazione di fibre d’amianto, caratterizzata da fibrosi polmonare a progressivo aggravamento che conduce ad insufficienza respiratoria con complicanze cardiocircolatorie.

Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare con conseguente difficile scambio di ossigeno tra aria inspirata e sangue.

Si manifesta per esposizioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente una malattia professionale che, attualmente, è sempre più rara ma che ha provocato il maggior numero di decessi.

Il carcinoma polmonare, che è il tumore maligno più frequente, si verifica anche per esposizioni a basse dosi.

Il fumo di sigarette amplifica notevolmente l’effetto cancerogeno dell'amianto aumentando sensibilmente la probabilità di contrarre tale malattia (nei fumatori esposti ad amianto la probabilità è infatti 90 volte superiore a quella di non fumatori non esposti).

Il mesotelioma della pleura è un tumore altamente maligno della membrana di rivestimento del polmone (pleura) che è fortemente associato alla esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.

In genere, le esposizioni negli ambienti di vita sono di molto inferiori a quelle professionali, ciò nonostante non sono da sottovalutare perchè l'effetto neoplastico non ha teoricamente valori di soglia.

Infatti, nel corso degli anni sono stati accertati casi riferibili sia ad esposizioni professionali limitate nell’entità e durata, sia ad esposizioni al di fuori dell’ambito professionale (come per esempio per gli abitanti in zone prossime ad insediamenti produttivi, per i conviventi o per i frequentatori di 

lavoratori esposti).

 

4.         Le tecniche d’intervento per i materiali contenenti amianto

La bonifica dall'amianto, in base al D.M. 6 settembre 1994, può eseguirsi con uno dei seguenti tre interventi:

 

Rimozione: elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell'edificio. Comporta un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e produce notevoli quantitativi di rifiuti speciali che devono essere correttamente smaltiti. In genere richiede l'applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell'amianto rimosso.

Incapsulamento: trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Non richiede la successiva applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti. Il rischio per i lavoratori addetti è generalmente minore rispetto alla rimozione. E' il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio. Il principale inconveniente e' rappresentato dalla permanenza nell'edificio del materiale di amianto e della conseguente necessita' di mantenere un programma di controllo e manutenzione.

Confinamento: installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all'interno del confinamento. Rispetto all'incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio; inoltre la barriera installata per il confinamento deve essere mantenuta in buone condizioni. Rispetto agli altri due interventi presenta un costo più contenuto.

 

5.         La certificazione della restituibiltà di ambienti bonificati

Al termine dei lavori di bonifica, dovranno essere eseguite le operazioni di certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati. Tali operazioni, da eseguirsi a spese del committente, dovranno essere eseguite da funzionari della ASL competente al fine di assicurare che le aree interessate possano essere rioccupate con sicurezza.

In genere si distinguono tre fasi di analisi delle fibre d'amianto:

 

-         prima dell’intervento di bonifica, per valutare lo stato dei materiali;

-         nel corso dell’intervento, per accertare il contenuto di fibre di amianto aerodisperse  ai fini della salvaguardia della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente circostante;

-         alla fine dei lavori, per valutare la restituibilità del sito bonificato.

 

6.            Predisposione del Piano di lavoro

Ai sensi dell'art. 34 del D.Lgs. n. 277/91, chi intende rimuovere materiali contenenti amianto deve predisporre un Piano di lavoro prima dell'inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto, ovvero dei materiali contenenti amianto, dagli edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonche' dai mezzi di trasporto.

Detto Piano deve prevedere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori e la protezione dell'ambiente esterno.

Il Piano di lavoro prevede:

a) la rimozione dell'amianto ovvero dei materiali contenenti amianto prima dell'applicazione delle tecniche di demolizione, se opportuno;

b) la fornitura ai lavoratori di appositi mezzi individuali di protezione;

c) adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personale incaricato dei lavori;

d) adeguate misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e lo smaltimento dei materiali;

e) l'adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all'art. 31 (0,6 fibre per centimetro cubo per il crisotilo; 0,2 fibre per centimetro cubo per tutte le altre varieta' di amianto, sia isolate sia in miscela, ivi comprese le miscele contenenti crisotilo.), delle misure di cui all'art. 33, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico.

Tali misure sono:

a) fornire ai lavoratori speciali indumenti e mezzi individuali di protezione destinati ad essere usati durante tali lavori;

b) provvedere al rigoroso isolamento dell'area di lavoro ed all'installazione di adeguati sistemi di ricambio dell'aria con filtri assoluti;

c) provvedere all'affissione di appositi cartelli segnaletici, recanti la scritta: "Attenzione - Zona ad alto rischio - Possibile presenza di polvere di amianto in concentrazione superiore ai valori limite di esposizione";

d) predisporre, consultando i lavoratori ovvero i loro rappresentanti, un piano di lavoro contenente tutte le misure destinate a garantire la protezione dei lavoratori e dell'ambiente e lo trasmette preventivamente all'organo di vigilanza.

Copia del piano di lavoro e' inviata all'organo di vigilanza (ASL), unitamente a informazioni circa:

a) natura dei lavori e loro durata presumibile;

b) luogo ove i lavori verranno effettuati;

c) tecniche lavorative per attuare quanto previsto alla lettera a) del comma 3;

d) natura dell'amianto contenuto nei materiali di coibentazione nel caso di demolizioni;

e) caratteristiche degli impianti che si intende utilizzare per attuare quanto previsto dalla lettera c) del comma 3;

f) materiali previsti per le operazioni di decoibentazione.

Se l'organo di vigilanza non rilascia prescrizioni entro novanta giorni dall'invio della documentazione si possono eseguire i lavori, ferma restando la loro responsabilita' per quanto riguarda l'osservanza delle disposizioni del presente decreto.

I lavoratori ovvero i loro rappresentanti hanno accesso alla documentazione.

 

7.         La bonifica delle coperture in cemento-amianto (eternit)

Le lastre piane o ondulate di cemento-amianto, impiegate per copertura in edilizia, sono costituite da materiale non friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione, non tende a liberare fibre spontaneamente. Il cemento-amianto, quando si trova all'interno degli edifici, anche dopo lungo tempo, non va incontro ad alterazioni significative tali da determinare un rilascio di fibre, se non viene manomesso. Invece, lo stesso materiale esposto ad agenti atmosferici subisce un progressivo degrado per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell'erosione eolica e di microrganismi vegetali. Di conseguenza, dopo anni dall'installazione si possono determinare alterazioni corrosive superficiali con affioramento delle fibre e fenomeni di liberazione.

La bonifica delle coperture in cemento-amianto viene necessariamente effettuata in ambiente aperto, non confinabile, e, pertanto, deve essere condotta limitando il più possibile la dispersione di fibre.

I metodi di bonifica applicabili sono:

 

Rimozione: le operazioni devono essere condotte salvaguardando l'integrità del materiale in tutte le fasi dell'intervento. Comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti contenenti amianto che devono essere correttamente smaltiti. Comporta la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso.

Incapsulamento: possono essere impiegati prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale legando le fibre di amianto tra loro e con la matrice cementizia, e prodotti ricoprenti, che formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto.

Sovracopertura: il sistema della sovracopertura consiste in un intervento di confinamento realizzato installando una nuova copertura al di sopra di quella in cemento-amianto, che viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo.

 

Nel caso dell'incapsulamento e della sovracopertura si rendono necessari controlli ambientali periodici ed interventi di normale manutenzione per conservare l'efficacia e l'integrita' dei trattamenti stessi.

 

8.            Raccomandazioni da seguire per i i lavori di bonifica di materiali friabili contenenti amianto

10.1 - Allestimento del cantiere: se l'ambiente in cui avviene la rimozione non è naturalmente confinato, occorre provvedere alla realizzazione di un confinamento artificiale.

10.2 - Collaudo del cantiere: dopo che è stato completato l'allestimento del cantiere, compresa l'installazione dell'unità di decontaminazione e prima dell'inizio di qualsiasi operazione che comporti la manomissione dell'amianto, i sistemi di confinamento devono essere collaudati mediante prove di tenuta.

10.3 - Area di decontaminazione: dovra' essere approntato un sistema di decontaminazione del personale, composto da 4 zone distinte (Locale di equipaggiamento, Locale doccia, Chiusa d'aria, Locale incontaminato).

10.4 - Protezione dei lavoratori: prima dell'inizio dei lavori, gli operai devono essere istruiti ed informati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, addestrati all'utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuali), all'applicazione delle procedure per la rimozione, la decontaminazione e la pulizia del luogo di lavoro.

10.5 - Tecniche di rimozione: A meno di specifiche controindicazioni tecniche, di norma, la rimozione dell'amianto deve avvenire ad umido.

10.6 - Imballaggio dei rifiuti contenenti amianto: l'imballaggio deve essere effettuato con tutti gli accorgimenti atti a ridurre il pericolo di rotture accidentali.

10.7 - Modalità di allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro: L'allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro deve essere effettuato in modo da ridurre il piu' possibile il pericolo di dispersione di fibre.

10.8 - Tecniche di incapsulamento: la scelta del tipo di incapsulante dipende dalle caratteristiche del rivestimento in amianto e dagli scopi dell'intervento.

10.9 - Decontaminazione del cantiere: durante i lavori di rimozione e' necessario provvedere a periodiche pulizie della zona di lavoro dal materiale di amianto.

10.10 - Protezione delle zone esterne all'area di lavoro: nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate dalla contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto.

10.11 - Monitoraggio ambientale: durante l'intervento di bonifica dovra' essere garantito un monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica.

 

9.            Rimozione delle coibentazioni contenenti amianto

Nel caso di limitati interventi su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole superfici di coibentazione è utilizzabile la tecnica del glove-bag (celle di polietilene, dotate di guanti interni per l'effettuazione del lavoro) . Nel glove-bag vanno introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna, attorno al tubo o intorno alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari.

Questa tecnica è delicata e pericolosa per i seguenti motivi:

-         la discreta probabilità che la cella si rompa;

-         la scarsa manualità degli operatori;

-         il verificarsi di situazioni pericolose durante la loro installazione e rimozione.

 

10.       Smaltimento dei rifiuti contenenti amianto

Il D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 di "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti dì imballaggio" (cosiddetto decreto Ronchi, modificato dal D. Lgs. 8 novembre 1997, n. 389, cosiddetto decreto Ronchi bis) abrogando la normativa esistente (all'art. 56), sostituisce la precedente classificazione dei rifiuti in speciali / tossici e nocivi con la nuova che li distingue in rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Ad esempio, in base a questo decreto:

- i rifiuti di costruzioni e demolizioni - materiali di costruzione a base di amianto (con codice C.E.R. - Catalogo Europeo dei Rifiuti - 17 01 05), (Materiali contenenti Amianto in matrice compatta) sono considerati rifiuti (speciali) non pericolosi;

- i rifiuti di costruzioni e demolizioni - materiali isolanti contenenti amianto (codice C.E.R. 17 06 01), (Materiali contenenti Amianto in matrice friabile) sono invece considerati rifiuti (speciali) pericolosi.

La Giunta Regionale della Lombardia, con Deliberazione n° 6/36262 del 22 maggio 1998, ha adottato le linee guida per la gestione del rischio amianto.

Al Capitolo 5 di questo provvedimento vengono trattati i rifiuti di amianto.

Il rifiuto è classificato nell'una o nell'altra categoria in funzione del suo stato fisico e della relativa possibilità di disperdere fibre di amianto nell'ambiente, a seguito di semplice manipolazione meccanica.

Come riportato nella suddetta delibera della G.R. Lombardia, i rifiuti contenenti amianto, possono essere classificati in base allo stato fisico nel seguente modo:

 

Rifiuti non pericolosi:

Sono i rifiuti in pezzatura contenenti amianto legati in matrice stabile o resa tale, avente densità > 1 kg/dmc, derivanti da manufatti diversi di spessore superiore a 3 mm.

Rientrano in questa categoria:

-     le lastre di amianto piane o ondulate;

-     i tubi, le canalizzazioni e i contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale;

-     i pavimenti vinilici, il PVC e le plastiche rinforzate contenenti amianto.

 

Rifiuti pericolosi

Sono rappresentati da:

-     i rifiuti in pezzatura contenenti amianto in matrice non stabile e/o avente densità < 1 kg/dmc, oppure di stato intermedio fangoso/solido non rientrante nella categoria dei fanghi. Sono rappresentati dai rifiuti provenienti essenzialmente dalle lavorazioni svolte negli stabilimenti di produzione, come ad esempio materiali di risulta dalla pulizia delle macchine;

-     i rifiuti polverulenti di risulta da processi di filtrazione ed abbattimento, o rifiuti contenenti amianto legato in matrice, che non soddisfano i requisiti dei rifiuti in pezzatura;

-     i fanghi intesi come miscuglio di amianto con altri materiali con tenore d'acqua superiore al 30 %;

-     gli imballaggi ovvero i sacchi e i contenitori utilizzati per il confezionamento di amianto commerciale.

Rientrano in questa categoria:

-    le guarnizioni di attrito di ricambio per veicoli a motore, veicoli ferroviari, macchine e impianti industriali;

-    le guarnizioni di attrito di ricambio per veicoli a motore, veicoli ferroviari, macchine e impianti industriali con particolari caratteristiche tecniche;

-    le guarnizioni delle testate per motori di vecchio tipo;

-    i giunti piatti statici e le guarnizioni dinamiche per elementi sottoposti a forti sollecitazioni;

-    i filtri e i mezzi ausiliari di filtraggio per la produzione di bevande;

-    i filtri ultrafini per la sterilizzazione e per la produzione di bevande e medicinali;

-    i diaframmi per processi di elettrolisi.

 

La movimentazione e lo stoccaggio dei rifiuti devono essere effettuati evitando riduecendo al minimo il rilascio di fibre nell'ambiente.

Gli imballaggi che hanno contenuto d’amianto devono essere trattati come i rifiuti polverulenti. .(Il comma 1 dell’art. 35 del D.Lgs n. 22/97 definisce imballaggio: "il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo");

Per quanto riguarda il Trasporto dei rifiuti, il D.Lgs n. 22/97 prevede all’art. 15 che durante il trasporto i rifiuti siano accompagnati da un formulario di identificazione, numerato e vidimato dall'ufficio del registro o dalla camere di commercio, in cui siano indicati i seguenti dati:

a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;

b) origine, tipologia e quantità del rifiuto;

c) impianto di destinazione;

d) data e percorso dell’istradamento;

e) nome ed indirizzo del destinatario.

Inoltre, durante la raccolta ed il trasporto i rifiuti pericolosi devono essere imballati ed etichettati in conformità alle norme vigenti in materia.

Durante il trasporto, devono essere presenti sull’automezzo i seguenti mezzi di protezione individuale (D.P.I.):

-    mascherina antipolvere del tipo 3M.8710 od equipollente;

-    tuta ad un pezzo in Tiwek, completa di calzari e cappuccio;

-    semimaschera facciale dotata di filtro per polveri del tipo P3.

A bordo dell’automezzo dovranno anche essere presenti schede riportanti tutte le istruzioni specifiche relative sia al corretto uso dei mezzi di protezione sia ai casi nei quali gli stessi devono essere utilizzati.

Le discariche che possono ospitare i rifuti contenenti amianto, si distinguono in:

- Discarica di seconda categoria di tipo A: sono smaltiti soltanto rifiuti inerti costituiti da sfridi di materiali da costruzione e da materiali provenienti da demolizioni, costruzioni e scavi, materiali ceramici cotti,vetri di tutti i tipi, rocce e materiali litoidi da costruzione. E’ comunque vietato lo scarico di rifiuti polverulenti o finemente suddivisi in assenza di specifici sistemi di contenimento.

- Discarica di seconda categoria di tipo B: sono smaltiti sia rifiuti speciali non pericolosi sia alcuni rifiuti speciali pericolosi. Nel caso poi che si abbia la ragionevole certezza, in base a specifiche caratteristiche del terreno, di non provocare l’inquinamento delle acque superficiali e di falda, in questo tipo di discarica è possibile smaltire anche altri rifiuti pericolosi di cui all’allegato al D.P.R. n. 915/1982 che rispettino precisi limiti di cui alla tabella A della Legge n. 319/1976. In queste discariche possono inoltre essere smaltiti rifiuti contenenti polveri o fibre libere di amianto in concentrazioni non superiori a 10.000 mg/kg; (1%).

- Discarica di seconda categoria di tipo C: sono smaltiti rifiuti speciali pericolosi tra i quali l'amianto in concentrazioni superiori a 10.000 mg/kg (polveri e fibre libere). - possono essere smaltiti, oltre quelli indicati nei punti precedenti del presente paragrafo i rifiuti speciali di cui ai punti 1) e 5) del quarto comma dell'art. 2 del d.P.R. 915/1982, nel caso trattasi di fanghi, questi devono essere stabilizzati e palabili; ecc..

Il citato DPR 8.8.94, al punto 3 dell’art. 6, stabilisce che è consentito lo smaltimento in discariche di seconda categoria di tipo A dei rifiuti contenenti amianto legati in matrice cementizia o resinoide, provenienti da attività di demolizione, costruzioni o scavi, purchè questi risultino classificabili quali rifiuti speciali non tossici e nocivi ( rifiuti speciali non pericolosi, secondo la nuova denominazione, come i materiali contenenti amianto in fibre libere inferiore a 100 mg/kg). In tal caso devono essere adottate apposite norme tecniche e di gestione atte ad evitare l'affioramento dei rifiuti conteneti amianto durante la movimentazione.

La Regione Lombardia, con circolare ECOL/SAN prot. 38790 del 5 giugno 1995 ha fornito alle Province Lombarde precise direttive e prescrizioni tecniche:

 

-    i materiali contenenti amianto in matrice cementizia (eternit) vengono conferiti in discariche di seconda categoria di tipo A. ("Lastre piane o ondulate, di grande formato" e "tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale"). Non è per essi indispensabile determinare mediante analisi il contenuto di fibre di amianto o di fibre liberabili;

-    le Amministrazioni Provinciali devono autorizzare, nel territorio di loro competenza, almeno una discarica per il conferimento di manufatti in cemento-amianto, al fine di ridurre i costi del trasporto, evitando però l’eccessivo proliferare delle discariche;

-    autorizzare soltanto le discariche con un’elevata disponibilità residua totale (200.000 - 300.000 mc) per permettere facilmente l’individuazione nel loro ambito di uno specifico settore, di volumetria complessiva compresa tra 10.000 - 20.000 mc (in linea di massima), in cui mettere a dimora i rifiuti di cemento-amianto;

-    nella concessione delle autorizzazioni occorre dare la preferenza ad aziende già in possesso di autorizzazione per una discarica di seconda categoria del tipo A nella quale fosse già previsto lo smaltimento di terre di fonderia e scorie di acciaieria, fanghi di lavorazione del marmo, in quanto si trovano già a regime dal punto di vista della gestione tecnico-amministrativa di rifiuti speciali;

-    il materiale che perviene alla discarica deve essere avvolto in teli/films di materiale termoplastico, deve poggiare su pallets e deve essere movimentato in modo da evitare sia la frantumazione sia la dispersione eolica;

-    il rifiuto deve essere collocato in un settore specifico della discarica, chiaramente identificato sulla planimetria allegata all'atto autorizzativo, lontana da zone di transito di veicoli pesanti;

all’interno del settore individuato la coltivazione della discarica deve avvenire a piccole porzioni e i rifuti messi a dimora giornalmente devono essere coperti con uno strato di materiali inerti di almeno 20 cm;

-    ultimato il riempimento del settore fino al livello del piano di campagna, dovranno essere stesi un primo strato finale di materiali inerti di cava di almeno 50 cm ed un secondo strato di 50 cm di tera di coltivo; l’opera viene compiuto con il recupero a verde dell’area che evidentemente non potrà più essere oggetto di escavazione;

-    per quanto riguarda la gestione amministrativa, devono essere attivati il registro di carico e di scarico dei rifiuti speciali (art. 4 della L. R. 21/94);

-    ad ogni messa a dimora di una partita di rifuto, l’ente che gestisce la discarica deve rilasciare una dichiarazione attestante l’avvenuto deposito, che il titolare del cantiere di provenienza del rifuto dovrà a sua volta trasmettere all’ASL che ha autorizzato l’intervento di bonifica;

-    i materiali contenenti amianto in matrice friabile, a seconda del contenuto di amianto, devono essere smaltiti nelle discariche adeguate al tipo di rifiuto (di seconda categoria di tipo B o di tipo C).

Tutte le fibre di questi materiali sono da considerarsi libere.